Maschere, volti, espressioni a cura di Alessia Beccalli
Siamo abituati a pensare al ritratto come alla copia fedele di un volto. Eppure nessuno di noi osserva davvero l’altro nello stesso modo: ogni sguardo si sofferma su dettagli diversi, ogni incontro lascia un’impressione unica.
In questo laboratorio il ritratto diventa un’occasione per osservare, interpretare e riscoprirsi.
Attraverso un segno rapido, spontaneo e libero dal timore di sbagliare, i partecipanti saranno invitati a rielaborare volti a partire da immagini
di riferimento oppure, se il contesto lo permette, ritraendosi reciprocamente.
L’obiettivo non sarà realizzare un ritratto realistico, ma trasformare il volto in una sorta di maschera, capace di raccontare non solo la persona osservata, ma anche il modo unico e personale con cui ciascuno guarda il mondo.
I disegni, essenziali e apparentemente imperfetti, diventeranno così il punto di partenza per riflettere sull’identità come qualcosa di dinamico, che prende forma anche attraverso lo sguardo degli altri. Ogni ritratto sarà inevitabilmente diverso, perché diverso è chi osserva.
Al termine del laboratorio, tutti gli elaborati verranno riuniti in una grande composizione finale (piccola zine/libretto realizzato piegando un foglio A3 ed effettuando una piccola incisione al centro): un archivio di volti, segni e interpretazioni che restituisce la pluralità degli sguardi e racconta come ogni persona possa esistere in infinite versioni, una per ciascun osservatore.
Svolgimento:
• Breve introduzione al ritratto come interpretazione e non come semplice copia
della realtà.
• Osservazione di immagini di riferimento o ritratti dei partecipanti e loro
rielaborazione personale.
• Sessioni di disegno veloci, pensate per favorire spontaneità, sintesi e libertà del
gesto.
• Composizione finale (piccola “fanzine” personale, una sorta di libretto di
maschere) e momento di confronto sulle diverse interpretazioni emerse.
